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LA VENA NERA, UNA STORIA MICHELANGIOLESCA

Romanzo storico di Enrico Giustiniani e Gianni Donati (SAGEP Editrice, Genova, 2021)

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Un avvincente romanzo storico che si dipana su due piani narrativi, uno intorno al 1620 in una Roma Barocca che vide un suo secondo rinascimento tra committenze artistiche e grandi mecenati, un altro nel 2016 quando due giovani, con l’aiuto di un anziano abate, riannoderanno i fili di un’antica storia che legherà Clelia, una giovane prostituta, Gian Lorenzo Bernini… ed una statua incompiuta di un grande Cristo Portacroce di Michelangelo Buonarroti.
Il romanzo si basa su fatti storici realmente accaduti descritti nel diario di un prete corso rivoluzionario Giovanni Battista Roccaserra, vissuto nel XVII secolo, durante l'occupazione Genovese dell'isola, dove è spesso presente una frase: “Victis,victi resurrecturi” (Ai vinti, vinti che sono destinati a risorgere) che sarà in qualche modo il filo conduttore della storia.
Giovanni, viene prima imprigionato ad Ajaccio, poi trasferito a Roma nel carcere di Tor di Nona ed infine graziato per intercessione del Cardinale Benedetto Giustiniani, qui viene preso sotto l’ala protettrice di Vincenzo Giustiniani fratello di Benedetto, potente banchiere e collezionista eclettico e raffinato. Alla sua corte romana si alterna il meglio del panorama artistico di quegli anni. Giovanni è affascinato da questo mondo così diverso e distante dalla miseria e dal dolore in cui ha lasciato la sua terra.
Proprio in qui giorni il marchese Vincenzo ha acquistato un grande “Cristo Portacroce” iniziato da Michelangelo e poi da lui abbandonato per la presenza di una “vena nera” apparsa nel biancore del marmo a livello del volto.
Intorno alla Statua, a cui non si può non attribuire un certo magnetismo per quella lacrima scura nel marmo, ruota una storia d’amore tra una giovane ex prostituta Clelia e Gian Lorenzo Bernini che nel 1620 completerà l’opera michelangiolesca per conto del Giustiniani. Nel 1644, il Cristo Portacroce fu portato nella Chiesa di San Vincenzo a Bassano Romano e lì rimase dimenticata, ignorata perfino dai nazisti in ritirata nel 1944, fino al 1999 quando fu finalmente riattribuita a Michelangelo.
Nell’estate del 2016 a Bassano Romano, due giovani: Åsa e Davide, con l’aiuto di un anziano abate, riusciranno a riannodare i fili spezzati che legarono una grande scoperta e una storia d’amore incompiuta che avrà un ultimo atto di… “resurrezione”.
Il libro è di sole 100 pagine e si legge tutto di un fiato. I dialoghi sono ben organizzati e le situazioni ben descritte, facilmente se ne potrebbe trarre la sceneggiatura di un film.
Il romanzo ha un lessico ricco e piacevole, vagamente barocco, che porta il lettore ad immedesimarsi nella Roma del tempo. I piani narrativi temporali sono bene inseriti tra di loro. Le vicende storiche sono senz’altro interessanti e tengono il lettore nella suspance fino alla fine.
La committenza artistica del “Cristo Portacroce” di Michelangelo, che vide la creazione non di una ma di due statue: la prima versione a Bassano Romano e la seconda nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma, sono ben documentate e non romanzate, anche perché la vicenda stessa è veramente ….. un romanzo storico!!
PS: Fate un salto a Bassano Romano, un paesino arroccato su uno sperone tufaceo proprio dietro il lago di Bracciano. Li il tempo sembra veramente fermo al seicento. Visitate il Palazzo Giustiniani e il monastero di San Vincenzo dove è custodita la statua del “Cristo con la vena nera”. Andateci durante il primo weekend di Luglio… durante la festa “dei mercatini del Seicento”

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Michelangelo, Cristo portacroce, Bassano Romano (Viterbo), chiesa di San Vincenzo Martire. 

La vena nera - una storia michelangiolesca"
Romanzo storico di Enrico Giustiniani e Gianni Donati (Sagep Editori, Genova, 2021